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LA VERA UGUAGLIANZA E’ QUELLA MERITOCRATICA
La nostra critica al sistema capitalistico non è soltanto frutto di rimostranze che trovano le loro ragioni dentro la teoria della dottrina liberista, ma è avvalorata da dati di fatto inconfutabili, forniti non da chissà quali pericolose organizzazioni eversive, ma da enti che lo stesso sistema considera essere attendibili.
Leggendo  certi numeri dovrebbe risultare impossibile per qualunque persona, qualsiasi sia l’ideologia a cui aderisce, non domandarsi se stiamo andando nella direzione sbagliata, e rispondere in maniera affermativa.
Si allarga ancora di più la forbice tra i più ricchi e i poveri del mondo. L’82% dell’incremento di ricchezza è andato all’1% più ricco della popolazione globale, che coincide non tanto misteriosamente con coloro che rappresentano i potentati economico – finanziari e l’intelaiatura bancaria che manovra la politica mondiale, mentre alle 3,7 miliardi di persone che costituiscono la metà più povera del mondo, di cui fanno parte, oltre a chi con molto coraggio ed orgoglio  sceglie di restare nella propria terra nonostante le difficoltà  economiche, anche coloro che assai meno dignitosamente si spostano in altri paesi per la felicità sia di tanti imprenditori e affaristi che accrescono il loro capitale sfruttandone prima l’arrivo e poi il lavoro, sia dei globalisti che vogliono affossare le identità nazionali, continentali ed etniche e lo fanno instaurando il “mondo colorato”, non è arrivato neppure un centesimo. A rivelarlo è l’ultimo rapporto di Oxfam.
Il dossier spiega come “il sistema economico attuale consenta solo a una ristretta élite di accumulare enormi fortune, mentre centinaia di milioni di persone lottano per la sopravvivenza con salari da fame”. Segnala il dossier il fatto che , il numero di miliardari è aumentato al ritmo impressionante di 1 ogni 2 giorni. Su scala globale la ricchezza in termini di miliardi  è cresciuta del 13% all’anno, 6 volte più velocemente dell’incremento annuo salariale, di appena il 2%, che ha riguardato i comuni lavoratori. Il Rapporto segnala inoltre  che i due terzi della ricchezza dei ‘paperoni’ di tutto il mondo non deriva dal loro lavoro ma è ereditato o arriva da rendite monopolistiche, cioè sono il risultato di rapporti clientelari.
E la disuguaglianza desta seria preoccupazione anche in Italia. Basti pensare che il 20% più ricco degli italiani possiede oltre il 66% della ricchezza nazionale netta, il successivo 20% ne controlla il 18,8%, lasciando al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale. La quota di ricchezza dell’1% più ricco degli italiani supera di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione. La quota di reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuita del 28%, mentre oltre il 40% dell’incremento di reddito complessivo si è diretto verso il 20% di chi percepisce un reddito più elevato. L’Italia occupa ad oggi la ventesima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile, e le previsioni future non fanno certo pensare a un miglioramento.
Il Rapporto evidenzia che, a livello globale, con un terzo del volume dei dividendi versati  agli azionisti dei 5 principali marchi mondiali dell’abbigliamento – 2,2 miliardi di dollari l’anno – sarebbe possibile garantire a 2,5 milioni di poveri, impiegati, o per meglio dire schiavizzati, in vari settori, un salario dignitoso. Il Rapporto si conclude sottolineando che il costante incremento dei profitti di azionisti e top manager corrisponde a un peggioramento altrettanto costante dei salari e delle condizioni dei lavoratori.
Ebbene, in una situazione come quella descritta, che come abbiamo visto riguarda da vicino anche il nostro paese, il governo attua misure, anche in questa emergenza sanitaria, che non fanno altro che favorire chi i soldi li ha ed impoverire ancora di più le fasce più deboli della popolazione. La sinistra è questo: vuole più poveri possibile, fomenta l’odio sociale verso i ricchi che continuano ad essere sempre più benestanti e così spezza ogni possibilità di coesione nazionale.
Noi, che vogliamo il bene di tutti gli italiani,  identifichiamo nel suddetto 1% di super ricchi il capitalismo parassitario e assolutamente nefasto, e contro di esso combattiamo; non avversiamo, invece,  chi, per proprio merito individuale, si è conquistato una situazione economica migliore. Non crediamo nell’uguaglianza come dato di fatto, come costrizione nella miseria; crediamo nella diversità di caratteristiche tra le persone che si uniscono nella medesima identità etnica e nazionale e pensiamo che la dignità nel vivere sia la più alta forma di giustizia sociale, ovvero la base che a tutti deve essere assicurata. Poi in base ai propri meriti ci si può costruire una vita migliore, che però deve essere orientata anche verso il benessere della Nazione, oltre che ovviamente a soddisfare, quando sono legittime, le proprie ambizioni personali. Gioventù della Fiamma.

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