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Fiamma Tricolore Lazio intende segnalare l’incresciosa situazione che si sta verificando nella nostra Regione, una delle più popolose d’Italia, luogo in cui vi è da anni un vuoto politico per il fatto che la carica di Presidente è ricoperta da una persona che pensa esclusivamente a fare il Segretario Nazionale del suo partito, e non vuole mollare un ruolo per cui, evidentemente, non ha più intenzione di spendere le proprie energie.

Secondo la grottesca classificazione “a colori”, mediante la quale il Governo Conte ha deciso di determinare l’apertura o la chiusura di porzioni di territorio nazionale, e quindi, di fatto, il destino di molte attività economiche, il Lazio risulta essere in fascia gialla, ovvero quella per cui sono previste meno restrizioni.

Ma che bravo Presidente, capace di tenere la situazione sotto controllo in una zona cosi vasta e da sempre problematica dal punto di vista sanitario,  verrebbe da dire ad un’analisi superficiale. Ad una valutazione più approfondita della realtà invece appaiono evidenti numerosi lati oscuri: tanto per cominciare si attendono ancora i 2397 posti di terapia intensiva annunciati entro lunedì 16 novembre; gli stessi sindacati, non di certo politicamente lontani dall’attuale giunta, protestano contro la sistematica distruzione della sanità pubblica laziale, a cui sono stati tolti molti fondi “girati” sui servizi privati in convenzione e accreditamento.

Nel Lazio sono più di duemila gli operatori sanitari positivi al Covid 19, e la situazione risulta essere davvero drammatica. Occorrerebbe assumere, e il nostro partito lo chiede a gran voce, circa dodicimila tra medici e infermieri per rendere la situazione più gestibile e soprattutto evitare una pericolosissima commistione tra medici positivi e pazienti malati.

In tutto questo i distretti sanitari locali lavorano in condizioni al limite delle loro possibilità e “perdono” positivi, ritardano nei giorni l’esecuzione di tamponi e omettono comunicazioni importanti, dando così modo ad una vera e propria bomba epidemiologica di propagare.

Inoltre tanti, che sono fuori dal sistema di controllo perché troppo carico, vengono lasciati soli a casa, senza un adeguato supporto né sotto il punto di vista medico né sotto il punto di vista umano. Ci sarebbe davvero poco da sorridere quindi per uno Zingaretti che vediamo impegnato in questioni nazionali lasciando il suo territorio allo sbando.

Decidesse cosa vuole fare, perché non è giusto che siano i cittadini laziali a pagare per la sua sete di potere che lo porta a trascurare quella che da giorni, dati alla mano, è la quinta regione con più contagi nell’intera penisola. Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore del Lazio si opporrà a tutto questo, e, come la sua storia insegna, sarà ancora una volta dalla parte dei cittadini, senza se e senza ma.

Fiamma Lazio.

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